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13 Settembre 2010 / La redazione / / redazione@farman.it

Dolore allo sterno e non solo. Come aver cura del nostro cuore

Oltre al classico dolore dietro lo sterno vi sono altri sintomi che possono segnalare che è in corso un’ischemia e che arriva poco sangue. In dettaglio alcuni dei principali esami per una ottimale prevenzione delle patologie cardiovascolari
Dolore allo sterno e non solo. Come aver cura del nostro cuore

Improvvisa sudorazione fredda, sensazione di forte nausea, attacchi di vomito o mal di denti lancinante che sembra coinvolgere l’intera mandibola: sono questi alcuni segnali che è in corso una grave ischemia. Segnali molto meno conosciuti rispetto al più tradizionale dolore dietro lo sterno che è il campanello d’allarme conosciuto ai più.

I casi di infarto mascherato non sono pochi: lo rivela uno studio coordinato da David Brieger dell’Università di Sidney, pubblicato su “Chest”. Dei quasi 20 mila pazienti presi in esame nel 25% dei casi l’infarto non risulta immediatamente diagnosticato e i malati non accedono immediatamente alle terapie che sortiscono maggiori effetti quando sono precocemente praticate come l’angioplastica e la trombolisi.

Questo tipo di infarti è più comune negli anziani: secondo uno studio condotto in Italia su 462 persone di entrambi i sessi coordinato dall’Università di Napoli le presentazioni atipiche della sindrome coronarica acuta crescono con l’aumentare dell’età.

Vediamo alcuni semplici test che possono aiutare a prendersi cura del proprio cuore

- Elettrocardiogramma: è il tracciato ottenuto mediante l'elettrocardiografo, composto da 3 onde positive e da 2 negative, che corrispondono alle singole attività di sistole e diastole di atri e ventricoli del miocardio. La registrazione dell'elettrocardiogramma può avvenire a riposo o sotto sforzo. L’elettrocardiogramma sotto sforzo è indicato per gli sportivi, in quanto consente di verificare la situazione circolatoria e di individuare eventuali aritmie che compaiono mentre si pratica dello sport. L’esame consente di ottenere un tracciato dinamico in grado di evidenziare cardiopatie latenti, nonché di stabilire i limiti dell'attività fisica per i pazienti affetti da scompensi coronarici. L'elettrocardiogramma non è garanzia del funzionamento del cuore per il futuro.

- Circonferenza addominale: il metodo più semplice per valutare la percentuale di grasso viscerale in accumulo nella parte interna dell'addome consiste nel misurare la circonferenza a livello dell'addome che rappresenta la circonferenza minima tra la gabbia toracica e l'ombelico con il soggetto in piedi e con i muscoli addominali rilassati. La circonferenza addominale si valuta con un comune nastro metrico, non elastico, posizionato a livello della vita, secondo un piano orizzontale parallelo al pavimento. Questo test è consigliato alle persone adulte che conducono una vita sedentaria. Gli accumuli di grasso in sede viscerale rappresentano un fattore di rischio indipendente per le patologie cardiovascolari: a parità di grasso corporeo, avere la caratteristica pancia anziché una distribuzione omogenea del surplus adiposo si traduce in una minore speranza di vita.

- Ecocardiografia: consente di valutare se vi sono ingrandimenti del ventricolo e, soprattutto, per informare sulla sua capacità di riempirsi e quindi indica se il cuore è più rigido.

- Pressione arteriosa: questo esame va praticato almeno 1 volta l’anno soprattutto nelle persone adulte con qualche chilo di troppo. E’ importante nella protezione e prevenzione del sistema circolatorio. Tra tutti gli esami è uno dei più semplici e veloci, ma anche utili, in quanto rivela malattie renali ed altre infermità.

- Glicemia: soprattutto chi ha dei casi di diabete in famiglia o presenta dei chili di troppo dovrebbe tenere sotto controllo questo valore che indica il tasso di glucosio presente nel sangue e che dovrebbe essere sempre al di sotto dei 100 milligrammi per decilitro.

- Emoglobina glicata e glicemia postprandiale: se la glicemia supera i 100 milligrammi per decilitro potrebbe essere utile effettuare anche una misurazione dell’emoglobina che esprime il valore della glicemia nei 3 mesi precedenti l’esame e di una glicemia postprandiale che consente di valutare come l’organismo risponde dopo i pasti.

- Il profilo lipidico: è un gruppo di esami che aiuta ad identificare eventuali dislipidemie e a determinare il rischio di malattie cardiovascolari. Gli esami che lo compongono sono indicatori di aterosclerosi, causa frequente di infarto del miocardio e ictus. Il profilo lipidico include il colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL e trigliceridi.

- Test della microalbuminuria che documenta il passaggio di minime quantità di albumina, una proteina presente nel corpo, nelle urine per effetto di una carente attività renale di filtraggio. Oltre al rischio renale, questo test consente di valutare l’avanzamento dell’arteriosclerosi e delle infiammazioni a carico delle arterie che aumentano i rischi di infarto ed ictus.

- Ecodoppler dei tronchi sovraortici per valutare il flusso del sangue attraverso i vasi che portano il sangue al cervello. Questa tecnica precisa, non dolorosa e non invasiva fornisce immagini a colori dei flussi interni del nostro corpo ed evidenzia anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi. L'ecocolordoppler dei tronchi sovraortici riguarda le arterie carotidi (che distribuiscono il sangue al collo ed alla testa), succlavia (grosso vaso che passa al di sotto del collo) e vertebrali (che apportano sangue al cervello). E' utile per l'inquadramento di un paziente che ha avuto un ictus e per le diagnosi di aneurisma e delle malattie delle coronarie.

- Ecografia addominale: consente di prevenire la presenta di un aneurisma dell’aorta addominale o dei vasi che da questa partono verso le gambe.

 

Le 7 regole da seguire per un’ottimale salute cardiovascolare sono, secondo l’American Heart Association:

1.  non fumare

2.  tenere sotto controllo il peso corporeo

3.  praticare regolare attività fisica: almeno 150 minuti se moderata e 75 minuti se intensa nell’arco della settimana

4. a tavola privilegiare pesce e vegetali e ridurre a meno di 1,5 gr. al giorno l’assunzione di sale

5. mantenere il proprio colesterolo al di sotto dei 200 milligrammi per decilitro

6. avere una pressione arteriosa intorno ai 120/80millimetri di mercuri

7. avere come glicemia a digiuno un valore di 100 milligrammi per decilitro di sangue.

Categoria: Salute



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